Speaker e dee-jay
Giancarlo Benzo
Gigi De Simoni
Marco De Domenico
Cris DJ
Pamela Pielich
Oscar Ferrari
Eddy Milani
Paolo De Contis
Redazione giornalistica
Bruno Tavosanis
David Zanirato
Francesca Spangaro
Massimo Di Centa
Massimo Radina
Giuseppe Angileri

Francesca Spangaro
Redazione giornalistica (redattrice)
Redazione "A tutto carnico" (inviata)
Estate 1990. Dieci anni avevo quando mi sono ammalata di calcio...
E dagli anni delle medie passati in attesa delle radiocronache domenicali e del lunedì pomeriggio quando mamma portava la Gazzetta e davanti al Televideo improvvisavo un tiggì sportivo assolutamente casalingo e che tanto faceva ridere a ragione la mia famiglia, non sembra ci siano ancora grossi sintomi di miglioramento. Tra liceo, università a Gorizia, qualche mese nell’amata Germania, un po’ di Mtb, qualche combattuta e a volte un po’ comica (parlo per me) partita al femminile, la passione per le lingue straniere e sogni vari per il futuro, ecco che quasi per caso grazie ad un’amica e grazie a Renato Damiani e Bruno Tavosanis, mi trovo di fronte al primo “provino”, bocca asciutta e fiato corto, alle prime formazioni lette ad Ovaro, con i cognomi prima dei nomi, e al primo articolo scritto in macchina nel parcheggio del campo sportivo di Sutrio con il caro Bruno.
Primi sintomi di innamoramento per il mondo del Carnico, per la sua gente e per le amicizie e i sorrisi che esso intreccia attorno alla sfera magica. Conoscevo lo sport, il groppo in gola che mi suscitavano le sue vicende, e potevo aspettarmelo. Non conoscevo però la radio che poi mi ha coinvolto anche oltre lo sport, ed è stata una bellissima scoperta, ancor più per me che tanto amo la penna. Stare davanti o dietro al microfono, raccontare, sapere di essere ascoltati e comunque alla fine di svolgere una funzione importante per il nostro territorio, nonché lavorare in un bell’ambiente dove si collabora e si cresce, dove si può creare è un piacere, cui non si riesce a rinunciare tanto facilmente una volta sperimentato. Per il resto? Tra grandi entusiasmi e leggere malinconie, tra comuni rimpianti e incertezze, tra il bisogno di gente e contatto e la necessità di un’oretta di solitudine, tra un racconto di Yoshimoto o di Baricco e un vecchio classico, tra gli struggenti Tracy Chapman, Jeff Buckley e una grintosa Lighea o un I will survive a squarciagola, tra la voglia esuberante di emergere e un’inoculata riservatezza, baleno tra gli opposti cercando la semplicità e sfogandoli a volte tra i boschi che circondano la piccola, semplice e amata/odiata Voltois.
Primi sintomi di innamoramento per il mondo del Carnico, per la sua gente e per le amicizie e i sorrisi che esso intreccia attorno alla sfera magica. Conoscevo lo sport, il groppo in gola che mi suscitavano le sue vicende, e potevo aspettarmelo. Non conoscevo però la radio che poi mi ha coinvolto anche oltre lo sport, ed è stata una bellissima scoperta, ancor più per me che tanto amo la penna. Stare davanti o dietro al microfono, raccontare, sapere di essere ascoltati e comunque alla fine di svolgere una funzione importante per il nostro territorio, nonché lavorare in un bell’ambiente dove si collabora e si cresce, dove si può creare è un piacere, cui non si riesce a rinunciare tanto facilmente una volta sperimentato. Per il resto? Tra grandi entusiasmi e leggere malinconie, tra comuni rimpianti e incertezze, tra il bisogno di gente e contatto e la necessità di un’oretta di solitudine, tra un racconto di Yoshimoto o di Baricco e un vecchio classico, tra gli struggenti Tracy Chapman, Jeff Buckley e una grintosa Lighea o un I will survive a squarciagola, tra la voglia esuberante di emergere e un’inoculata riservatezza, baleno tra gli opposti cercando la semplicità e sfogandoli a volte tra i boschi che circondano la piccola, semplice e amata/odiata Voltois.




